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Il percorso della Natura - Ecomuseo Valle del Chiese
Un'incredibile diversità concentrata in pochi chilometri: questa in sintesi la fotografia della flora che caratterizza la Valle del Chiese dalle sorgenti sull'Adamello alla foce nel Lago d'Idro. È difficile, infatti, trovare altre zone dove convivano in uno spazio limitato essenze tipiche di ambienti totalmente diversi. Se nella piana alluvionale al confine con la provincia di Brescia si possono rinvenire piante palustri, sul versante bacìo, generalmente calcareo, prosperano i pini e sul lato opposto, a poca distanza, s'incontrano querce e roverelle, ginestre, eriche scoparie e perfino qualche olivo di recente introduzione, tutte essenze tipiche di un habitat più mediterraneo che prealpino. Contigua, se non frammista a questa, incomincia la zona del castagno e del tiglio per lasciar spazio, con l'aumento della latitudine e dell'altezza, alle famiglie di aceri ed al maggiociondolo. A seguire la fascia degli abeti e larici diventa più rada per far posto ai mughi e ai rododendri. Infine, al culmine dei pascoli alpini dove la diversità botanica è notevole, il limite della vegetazione è segnato da licheni e salici nani propri della tundra nordica.
A questa inconsueta ricchezza botanica fa risconto una varietà faunistica altrettanto rimarchevole che va dalla presenza degli anatidi, nelle ormai rare zone palustri, all'esistenza alle quote più elevate della pernice bianca e della lepre bianca. Queste due speci, tipicamente nordiche, sono il retaggio del cambiamento climatico avvenuto dopo la Glaciazione di Würm e, rimaste isolate sulle Alpi, continuano a sopravvivere grazie alla presenza di una vegetazione altrettanto anomala per questo areale.
L'analisi sulla presenza faunistica nella Valle diventa complessa per l'antropizzazione dell'ambiente con tutto ciò che ne consegue: i mutamenti nelle colture, lo sfruttamento delle risorse idriche, l'industrializzazione, la caccia e la pesca, l'introduzione di speci estranee all'ecosistema che inevitabilmente finiscono con entrare in competizione con quelle autoctone, etc. Se, ad esempio, la consistenza numerica del capriolo trae vantaggio dal naturale rimboschimento in atto a seguito del diminuito interesse per la fascia montana intermedia, la coturnice è in netta diminuzione per una concatenazione di cause fra cui, non ultima, l'abbandono della monticazione. Innumerevoli sono gli esempi di quanto l'intervento dell'uomo incida sulle fluttuazioni numeriche della fauna della valle, tuttavia si può affermare che, se non forse in termini quantitativi, il bacino del Chiese resta notevole per la varietà del mondo animale.
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